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venerdì 8 febbraio 2008

Corte dei conti: "Nella sanità ampia corruzione"

Roma - "Profili di patologie emergono nel settore dei lavori pubblici e delle pubbliche forniture, nonché nella materia sanitaria, fornendo un quadro di corruzione ampiamente diffuso". Lo ha sottolineato Furio Pasqualucci, procuratore generale della Corte dei Conti, nella Relazione all'apertura dell'anno giudiziario della magistratura contabile. Il Pg ha aggiunto che "in particolare l'accertamento del pagamento di tangenti è correlato ad artifici ed irregolarità connesse a fattispecie della più divesa natura quali la dolosa alterazione di procedure contrattuali, i trattamenti preferenziali nel settore degli appalti d'opera, la collusione con le ditte fornitrici, la illecita aggiudicazione, la irregolare esecuzione o l'intenzionale alterazione della regolare esecuzione degli appalti di opere, forniture e servizi". Comportamenti illeciti di cui è conseguenza "il pagamento di prezzi di gran lunga superiori a quelli di mercato o addirittura il pagamento di corrispettivi per prestazioni mai rese".

giovedì 24 gennaio 2008

In Italia si muore ancora tra troppe sofferenze

Firenze - Nelle terapie oncologiche l'Italia e' ancora agli ultimi posti in Europa nell'uso degli oppioidi. Nella classifica dei 14 paesi piu' importanti dell'Unione il nostro paese e' penultimo, seguito soltanto dall'Irlanda e molto lontano da Germania e Danimarca, nazioni in cui il consumo terapeutico degli oppioidi e' dieci volle superiore, con una spesa e' di 7 euro pro-capite all'anno, contro gli appena 50 centesimi dell'Italia. Questi dati sono emersi oggi a Firenze, in chiusura del convegno L'Hospice e il sistema delle cure, organizzato dalla Fondazione di Leniterapia FILE, con partecipazione di specialisti da tutta Italia. Per la maggior parte dei medici italiani, in sostanza, gli oppioidi restano un tabu' e il concetto stesso di terapia del dolore fa ancora fatica ad affermarsi. Cio' accade in parte per evidenti ritardi culturali e, in parte, a causa di complicazioni burocratiche (occorre, per esempio, una ricetta speciale in tre copie) che ostacolano la prescrizione di questi farmaci.

Il paradosso e' clamoroso, se si pensa che per il cancro, ma anche per altre malattie, al momento della diagnosi il dolore e' un sintomo importante per circa 70mila pazienti. Con un'intensita' crescente che nella fase terminale finisce per riguardare oltre 100 mila malati. Moltissimi pazienti (circa il 40%) hanno dolori cosi' insopportabilmente forti, da desiderare di morire. Nella maggior parte dei casi (66%) diventa anche impossibile fare vita normale, un handicap che quasi sempre si ripercuote in modo drammatico sul menage familiare. Le terapie? Purtroppo sono non di rado inadeguate.

Quasi tutti i malati sono trattati con antidolorifici, ma come rivela lo studio Epic, ben 84 pazienti su cento giudicano sostanzialmente inefficace la terapia prescritta. Dedicata alle esperienze europee e a quelle italiane, dopo una prima giornata riservata agli aspetti architettonici degli hospice, questo secondo round del convegno di FILE ha contribuito a delineare una serie di concetti e indicazioni destinati certamente in qualche modo a influenzare la fioritura di strutture, in corso anche in Italia, per l'accoglienza ai malati inguaribili.

Oggi ogni Regione e ogni Asl fa praticamente quello che crede meglio, senza alcuna uniformita' di criteri, ne' di trattamento ne' tariffari. Una giornata di degenza puo' costare, per esempio, dai 180 ai 480 euro. Occorre, evidentemente, una politica degli hospice. In Toscana, entro i prossimi due anni, saranno operative 16 strutture, dalle 3 appena di fine 2007. In totale 176 posti letto con cui sara' coperto il fabbisogno di tutta la regione. Si stima per ciascun posto letto una spesa di circa 70 mila euro all'anno, il che comporterebbe per il sistema sanitario un investimento di oltre 12 milioni di euro. Secondo quando affermato dall'oncologo Gianni Amunni, direttore dell'Istituto Toscano Tumori, che in chiusura di convegno ha portato il saluto dell'assessore regionale alla Sanita', Enrico Rossi, ogni hospice non potra' che essere inserito in una rete di cure palliative, per garantire vari livelli di assistenza, compreso quella a domicilio. L'hospice, ha detto Amunni, non puo' funzionare da solo. Ed e' per questo motivo che la Regione creera' reti di cure palliative anche nelle zone che adesso ne sono prive.

giovedì 10 gennaio 2008

Ecco i dentisti più cari d'Europa: primi i britannici, Italia seconda

L'Independent pubblica uno studio sulle tariffe dei vari paesi
e sottolinea come sia in crescita il "turismo dentario"

A Londra l'otturazione di un molare costa in media 156 euro, da noi 135
contro i 67 in Germania, e 64 in Olanda e i 46 in Francia. Ultima l'Ungheria: 8 euro




LONDRA - Il paese europeo in cui le cure dentistiche sono più care è la Gran Bretagna, ma subito alle sue spalle si piazza l'Italia. E' il risultato di una inchiesta del quotidiano Independent sul fenomeno del "turismo dentario", che è in aumento nei Paesi dell'Unione. Il giornale pubblica i risultati di uno studio europeo secondo cui l'otturazione di un molare costa 156 euro in Gran Bretagna, 135 in Italia e 125 in Spagna. Per contro lo stesso intervento costa 67 euro in Germania, 64 in Olanda, 47 in Danimarca, 46 in Francia e solo 18 euro in Polonia e 8 in Ungheria, che per questo è diventata meta preferita di chi preda del mal di denti è disposto a cambiare nazione per spendere di meno. Considerando però che la Gran Bretagna è un paese in cui tutto costa carissimo, quel secondo posto dell'Italia spicca ancora di più.

Secondo gli autori dello studio, condotto dall'Institute for Medical Technology Assessment dell'Università di Rotterdam, l'elemento che più incide sul costo delle cure (fino al 70 per cento del totale in Gran Bretagna) è quello della forza lavoro: 2,88 euro al minuto a Londra, e 9 centesimi a Budapest.

Secondo l'Associazione dei dentisti britannici non è stato preso in esame un campione rappresentativo, ma Reinhard Busse, docente del politecnico di Berlino e capo dell'equipe che ha condotto la ricerca, ha sottolineato che, senza alcun intento polemico, lo scopo dello studio era solo di "aiutare i governi a pianificare il tetto dei rimborsi se aumenterà, come è prevedibile, il fenomeno del turismo dentario".

Naturalmente il quotidiano dedica la sua attenzione soprattutto al caso inglese, in cui gli alti costi si accompagnano a un difficile accesso ai dentisti a prezzi modesti del servizio pubblico, la cui qualità è però considerata in molti casi scarsa. Motivo per il quale, da dieci anni c'è un boom dei dentisti privati (e dei loro costi) e un aumento di chi va a farsi curare i denti all'estero: 40.000 solo nel 2007, secondo le statistiche.