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martedì 18 marzo 2008

Scoperta molecola per prevenire le allergie

Londra - La primavera si avvicina, e con lei le inevitabili allergie, una piaga che si e' triplicata negli ultimi 20 anni.

Ma da oggi si apre una nuova frontiera: una molecola che potrebbe portare in un prossimo futuro a un farmaco per combattere e prevenire le allergie. E' la scoperta di un gruppo di ricercatori della London School of Medicine, che sono riusciti a fermare gli attacchi allergici nei topi colpendo una singola molecola, la P110delta, e riuscendo a bloccare l'intero processo immunitario allergico. Il metodo e' apparentemente semplice. Le allergie non sono altro che la reazione del sistema immunitario contro qualcosa di innocuo, come il polline o le feci degli acari di casa, che il sistema erroneamente scambia per nemici pericolosi e attacca. Questo porta a infiammazioni della pelle o delle vie aeree, e alle sgradevoli sensazioni di "pseudo-raffreddore" a cui molti sono rassegnati.

La maggior parte delle pillole anti-allergiche possono ridurre i sintomi, ma non si puo' arrestare il processo in se' senza attaccare l'intero sistema immunitario, rendendo pero' la persona vulnerabile alle minacce "vere". Il team londinese allora si e' concentrato su una famiglia di proteine chiamate PI3Ks, che hanno diversi ruoli nel corpo umano. E la molecola P110delta ne fa parte. Attaccandola, si blocca, e da sola sembra inibire la reazione allergica, senza danneggiare il resto del sistema immunitario. "Questo lavoro - spiega il dottor Khaled Ali, che ha guidato il progetto - dimostra che abbiamo le potenzialita' per assumere il controllo del corpo, e prevenire i sintomi delle allergie". Partendo da questa molecola, garantiscono i ricercatori, si puo' arrivare a un farmaco contro le allergie, praticamente senza effetti collaterali: "Siamo molto fiduciosi - dice il professor Bart Vanhaesebroeck, della London School of Medicine - che un farmaco per i pazienti umani possa essere prodotto in breve tempo. Per prevenire le allergie, non solo per lenire i sintomi".

Allergie ai farmaci in aumento in Italia

Gli italiani sempre più sensibili ai farmaci. Lo rivela l’Osservatorio Nazionale sull’impiego dei medicinali (OSMED) che ha condotto un’indagine relativa al consumo dei farmaci nel periodo 2000/2006. In questi anni la quantità di farmaci assunti è aumentata di ben il 48% e gli esperti ipotizzano che la causa sia duplice: da un lato il progressivo invecchiamento della popolazione e dall’altro le strategie di mercato e pubblicitarie sempre più aggressive delle industrie farmaceutiche.

E le prospettive non sono migliori: si calcola infatti che nel futuro per ogni punto percentuale in più di popolazione che supera i sessantacinque anni si registrerà un aumento del 7% nel consumo dei farmaci.
Sempre più medicine sempre più allergie. E’ proprio questa la causa dell’incremento dell’incidenza di allergie ai medicinali registrata negli ultimi anni. Secondo le stime più recenti tra l’1 e il 10% della popolazione italiana ha avuto una reazione di allergia ai farmaci e una percentuale tra il 3 e l’8% è stata ricoverata a causa di uno di questi episodi. Attenzione, però, sottolineano gli esperti, a distinguere tra una reazione allergica e un effetto collaterale o una reazione avversa al farmaco: l’ideale è provare con una dose minima per accertarsi che non causi nessun problema.

Ma quali sono le allergie più comuni causate dai farmaci? I FANS, i tanto diffusi antinfiammatori non steroidei, possono provocare allergie alla pelle, mentre altri possono essere responsabili di crisi asmatiche e la penicillina può anche portare a una vera e propria crisi anafilattica.

sabato 2 febbraio 2008

Cosmetici: è boom di falsi, rischi per la salute

Roma - Dentifrici, dopobarba, profumi, creme: la nuova frontiera della contraffazione illegale, dopo il boom di abiti di marca e giocattoli, passa per i cosmetici, che negli ultimi anni sono stati oggetto di "imitazioni" a prezzo ridotto, ma non senza possibili conseguenze per la salute.

A segnalare il preoccupante fenomeno è Fabio Franchina, presidente di Unipro, l'associazione italiana delle imprese cosmetiche. "La contraffazione dei cosmetici, soprattutto di dentifrici e profumi - spiega Franchina - ha ormai un peso rilevante nella nostra economia: su 480 milioni di euro di mercato dei dentifrici in Italia 25 milioni sono frutto di prodotti contraffatti, il 5%, mentre per i profumi la percentuale sale al 10%: 860 milioni il mercato annuo totale, 85 milioni il peso del mercato parallelo". Un fenomeno relativamente nuovo: "Fino a qualche anno fa non esisteva la contraffazione nel nostro settore, ma oggi anche i cosmetici vengono considerati prodotti di lusso, e quindi scatta la corsa alla copia illegale. E ormai il fenomeno si sta allargando anche agli articoli non di lusso, come i saponi, i detergenti intimi, ecc.".

Si tratta di prodotti apparentemente uguali all'originale: "Soprattutto le confezioni dei profumi sono difficili da riconoscere. La confezione è uguale, è il contenuto ad essere molto diverso: con fragranze di bassa qualità si cerca di imitare il profumo originale, ma non è certo la stessa cosa". Senza contare che "con materie prime improprie ci possono essere reazioni cutanee, allergie, arrossamenti".

Un modo immediato per capire se il cosmetico è contraffatto c'è: "E' il prezzo. Se un profumo - spiega Franchina - costa generalmente 100 euro e si trova in un mercato a dieci euro, c'è evidentemente qualcosa che non va". Stesso discorso per i dentifrici, e anche qui, a fronte di un risparmio indubbio, c'è il rischio se non di danni per la salute di una scarsa efficacia: "Per i prodotti cosmetici falsi - rassicura il presidente di Unipro - non è mai morto nessuno, perché non si ingeriscono, ma rimane sempre l'incognita di come questi prodotti sono stati preparati e confezionati, quindi un certo rischio c'è".

Mentre non c'è incognita sul dove sono stati clandestinamente prodotti: "I cosmetici falsi che circolano in Italia, al contrario delle borse e degli abiti griffati, sono un fenomeno tutto italiano, vengono prodotti e venduti qui. In genere nei mercati, ma non è raro trovarne anche sugli scaffali di supermercati 'ufficiali'". E alla contraffazione vera e propria si aggiunge il fenomeno dell'importazione parallela, "cioè il traffico di merci di provenienza extraeuropea e quindi non conformi alle norme di sicurezza dell'Ue". Complessivamente, un vero e proprio "mercato parallelo", sulla cui crescita "l'Italia segue il trend europeo: in dieci anni le merci contraffatte sono cresciute del 1.600 per cento, generando la perdita di 125.000 posti di lavoro. Solo nel 2006 - spiega Franchina - l'incremento è stato del 330%, mentre per profumi e cosmetici si attesta sul 128%. E sempre nel 2006 sono state sequestrate nel nostro paese 21.000 confezioni di cosmetici contraffatti". Per fronteggiare il fenomeno, annuncia Franchina, entro marzo "faremo partire un Tavolo tecnico coordinato dall'Alto Commissariato per la lotta alla contraffazione, cui parteciperanno Ministero della Salute, Federchimica, Nas e Confindustria, che consentirà non solo di monitorare il fenomeno ma anche di formare il personale addetto ai controlli".

martedì 15 gennaio 2008

L'allergia non va mai in vacanza

Chi pensa di poter stare lontano dal rischio allergie in inverno si sbaglia di grosso. Non sono solo i pollini i potenziali responsabili di crisi allergiche e ciò appare evidente soprattutto nei mesi invernali quando le piante sono “in letargo”. Alimenti, farmaci, lattice e gli acari prodotti dall’umidità e negli ambienti chiusi sono i nemici da combattere per evitare naso irritato, occhi che lacrimano e difficoltà respiratorie.

Le allergie sono, ormai, una vera e propria ‘epidemia’ la cui incidenza aumenta sempre più di anno in anno e sembrano destinate a trasformarsi nelle malattie del futuro: lo conferma anche uno studio pubblicato recentemente sul Journal of Allergy and Clinical Immunology. Il ricercatore Hywel Williams, a capo dell’equipe di medici che ha studiato il fenomeno, ha spiegato che a subire questo aumento saranno soprattutto i paesi in via di sviluppo e a rapida crescita demografica. I risultati della ricerca hanno evidenziato che negli ultimi dieci anni sono aumentati i casi di eczema infantile, e la causa principale sarebbe da ricercare proprio nei cambiamenti climatici e nell’ambiente. Ad essere coinvolti sono stati trecentomila bambini tra i tredici e i quattordici anni (provenienti da 55 paesi differenti) e centonovantamila tra i sei e i sette anni (provenienti da 35 paesi): è, così, emersa una diminuzione dei casi di eczema in Inghilterra, Irlanda e Germania, mentre un sensibile aumento dei casi si è registrato in paesi come l’Algeria, il Messico e il Cile.

Ma a bilanciare le previsioni catastrofiche relative agli aumenti dei casi di allergia arriva una recente notizia che farà tirare un sospiro di sollievo a chi soffre di allergie ai peli dei gatti. Dopo quattro anni di esperimenti i ricercatori dell’Istituto Svizzero di Ricerca sulle Allergie e l’Asma (SIAF) hanno messo a punto un vaccino contro l’allergia al pelo del gatto composto da molecole di proteine, che hanno un effetto cento volte più efficace rispetto alle terapie abituali.

martedì 8 gennaio 2008

Distinguiamo tra un'intolleranza e un'allergia alimentare

Un’intolleranza alimentare o una vera e propria allergia? La distinzione è molto netta a livello scientifico, ma non è sempre così chiara per chi soffre di allergie o per chi deve gestirle, ad esempio i genitori. A cercare di chiarire la differenza tra intolleranza e allergia ad un alimento arriva una nota di James Li, studioso allergologo presso la Mayo Clinic statunitense che, sulla pubblicazione periodica dello stesso istituto, illustra quali sono gli elemento che caratterizzano un’allergia alimentare e la distinguono da un’intolleranza.

Prima di tutto i sintomi: un’allergia causa una reazione moto seria e quasi istantanea – prurito nella bocca, eczema, rigonfiamento delle labbra, della lingua e della gola, difficoltà a respirare, dolore addominale e diarrea, nausea, vomito – l’intolleranza, invece, permette non soltanto di assumere minime quantità del cibo ‘incriminato’ senza avere problemi, ma causa anche sintomi meno evidenti e aggressivi.

L’allergia provoca una reazione del sistema immunitario che identifica il cibo assunto come un nemico e produce gli anticorpi chiamati immunoglobuline E che corrono a combattere gli allergeni; l’intolleranza, invece, non coinvolge il sistema immunitario ma il sistema gastrointestinale che non riesce a gestire il cibo assunto nella maniera corretta a causa della mancanza di alcuni enzimi necessari per digerire il cibo: l’esempio più eclatante e diffuso è quello dell’intolleranza al lattosio che, proprio a causa dell’assenza di un enzima, provoca diarrea, meteorismo e dolori addominali a chi beve latte e i suoi derivati. Solo una percentuale minima della popolazione infantile - un numero variabile tra il 2 e il 6% - soffre di vere e proprie allergie alimentari, la maggior pare dei disturbi provocati dall’assunzione di un preciso alimento sono, invece, riconducibili ad un’intolleranza.

giovedì 8 novembre 2007

Le allergie preverrebbero alcune forme di tumore al cervello

Le allergie possono avere anche risvolti positive per la salute. Almeno secondo una ricercatrice della Harvard Medical School, Eleni Linos, che avrebbe scoperto come avere un passato di allergie riduca di circa un terzo il rischio di sviluppare il tumore al cervello. I ricercatori bostoniani hanno riesaminato otto studi condotti sulla popolazione tra il 1979 e il 2007 che avevano studiato il collegamento tra diversi tipi di allergie – dall’eczema all’asma – e le diagnosi di due tipi di tumore al cervello, glioma e meningioma.


Complessivamente sono stati analizzati i dati clinici relativi a 3450 pazienti malati di glioma e 1070 di meningioma e, come spiegato dalla studiosa americana sul Journal of the National Cancer Institute, il rischio di sviluppare un glioma risultava minore del 40% per chi soffriva di allergie e del 30% per i soggetti che facevano i conti con asma ed eczemi rispetto a chi non aveva mai sofferto di disturbi allergici. Al contrario, non risultata evidente nessuna associazione tra allergie e meningioma.
Le cause che potrebbero spiegare il nesso tra tumori al cervello e allergie possono essere diverse: possiamo ipotizzare che i fattori immunitari che provocano le allergie giochino un ruolo-chiave nella protezione dal tumore oppure che alcuni farmaci generalmente assunti per trattare le allergie riescano a prevenire la formazione del tumore, è ancora tutto da approfondire”, ha concluso la scienziata.