Uno studio condotto presso l’Università della Columbia e la Mayo Clinc ha messo in luce il pericoloso trend che si sta registrando in questi ultimi anni. Sembra, infatti, che un numero sempre maggiore di giovani trentenni e quarantenni soffra di patologie cardiovascolari, molto spesso senza nemmeno esserne consapevoli. I ricercatori statunitensi hanno analizzato post-mortem lo stato di salute delle coronarie di 425 persone che erano decedute nello stato del Minnesota per cause non naturali (suicidio, omicidio, incidente) tra il 1981 e il 2004. Complessivamente, l’83% delle persone mostrava un disturbo coronario e l’8,2% una patologia cardiovascolare grave.
I risultati di questo studio, pubblicati sugli Archives of Internal Medicine, hanno evidenziato come fino al 1995 si registrasse un declino dell’incidenza delle patologie cardiovascolari per raggiungere nel 2000 il massimo dell’incidenza. Un trend in netto aumento che da quel momento non si è mai fermato.
Anche l’epidemiologo Simon Capewell dell’Università di Liverpool ha recentemente condotto un’indagine per monitorare l’incidenza delle malattie cardiovascolari tra i giovani. Negli Stati Uniti, in Australia e nel Regno Unito, da un lato, si osserva un declino del tasso di mortalità tra le persone più in avanti con l’età ma, dall’altro, nella fascia di età tra i 35 e i 54 anni questo indice di mortalità cardiovascolare sta salendo negli ultimi decenni.
Gli esperti ipotizzano che giochino un ruolo fondamentale lo stile di vita e le scorrette abitudini: troppi alcolici, sigarette, una cronica sedentarietà e un regime alimentare ipercalorico e ricco di grassi.
- 06/03/2008
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