Parigi - Un gruppo di ricercatori statunitensi e' di fatto riuscito a "resuscitare" il cuore di una cavia di laboratorio creando un "cuore bio-artificiale" funzionante. Una tecnica che se estesa all'uomo potrebbe portare alla creazione di scorte illimitate di organi di ricambio in grado di salvare le decine di migliaia di pazienti in attesa di un trapianto.
La tecnica sviluppata da un'equipe del 'Center or Cardiovascular repair' della University of Minnesota e pubblicata nel 'British journal Nature Medicine', si chiama "decellularizzazione". Nell'esprimento i ricercatori "strappano" tutte le cellule di un organo - in questo caso il cuore di un topo morto - utilizzando un potente "detergente". Cio' che resta e' un'impalcatura formata dalle proteine secrete dalle cellule. In questa matrice e' stato iniettatato un mix di cellule prese dal cuore di un topo neonato.
La nuova struttura, posta in una camera sterile, dopo solo quattro giorni ha iniziato a contrarsi, come farebbe un normale tessuto cardiaco, ma all'ottavo giorno l'organo che ha assunto le sembianze di un cuore ha iniziato a pompare. Altre equipe sono riuscite a sviluppare porzioni limitate di tessuto cardiaco vivente in laboratorio ma mai un intero cuore bio-artificiale. L'obiettivo del team guidato da Doris Taylor e' "sviluppare organi formati dalle cellule dello stesso paziente da trapiantare", evitando crisi di rigetto.
Gli scienziati intendono utilizzare le nuove tecniche di ricerca sulle cosiddette "staminali etiche" (sviluppate non da embrioni ma rigenerando le quelle della pelle) capaci di trasformarsi in qualsiasi tessuto umano. Nell'esperimento il cuore bio-artificiale resuscitato si contraeva e pompava con un'intensita' equivalente al due per cento di quello di un topo vivo Taylor e il suo team stanno lavorando per sviluppare una tecnica di riciclo di organi di cadavere piu' efficiente e di impiantarli nell'addome di altre cavie per verificare che il nuovo organo riesca a tenerli in vita. Malgrado non se ne facciano riferimento nello studio i ricercatori della University of Minnesota hanno applicato la tecnica con successo al cuore del maiale, molto piu' simile per dimensioni e complessita' a quello umano.
- 14/01/2008
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